Decreto “Cura Italia”: le faq della Fondazione Studi CdL


Alla luce di quanto previsto dal D.L. n. 18/2020 e dalle ultime indicazioni Inps, gli esperti della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro rispondono alle domande avanzate in questi giorni dagli addetti ai lavori in tema di ammortizzatori sociali, licenziamenti, versamenti tributari e previdenziali, smart working.

In collaborazione con Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

1) IN CASO DI APPLICAZIONE CCNL STIPULATI CON SINDACATI MINORITARI O DI DUBBIA RAPPRESENTATIVITÀ VANNO CONTATTATI LO STESSO QUELLI FIRMATARI?
I soggetti sindacali da coinvolgere sono le rappresentanze sindacali aziendali o la rappresentanza sindacale unitaria, ove esistenti, nonché le articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.


2) PER I QUESITI SOPRA ESPOSTI CI SONO DIFFERENZE TRA AZIENDE ASSOCIATE ALLE ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE DEL CCNL E QUELLE CHE APPLICANO LA SOLA PARTE NORMATIVA E RETRIBUTIVA?
I soggetti sindacali da coinvolgere sono le rappresentanze sindacali aziendali o la rappresentanza sindacale unitaria, ove esistenti, nonché le articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale indipendentemente dall’affiliazione o meno al sindacato datoriale e dall’applicazione della parte obbligatoria, normativa o retributiva del CCNL.


3) PAGAMENTO DIRETTO: PROCEDURE DIVERSE TRA CIGO E CIGD?
Il pagamento delle prestazioni avviene come segue:
– CIGO: conguaglio oppure pagamento. L’Inps con il msg. n. 1287 del 20 marzo 2020 ha precisato che “sarà possibile autorizzare il pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa”;
– assegno ordinario: conguaglio o pagamento diretto a richiesta del datore di lavoro;
– CIG in deroga: unicamente pagamento diretto.


4) RELATIVAMENTE ALLA CASSA INTEGRAZIONE: UN ENTE STRUMENTALE DELLA REGIONE PUÒ CHIEDERLA?
La domanda è posta in termini generici. Al fine di verificare la pertinenza del singolo ammortizzatore sarà necessario verificare l’inquadramento previdenziale INPS. Nel caso l’azienda sia tra quelle rientranti nel CSC industria (art. 10 D.Lgs. n. 148/2015) potrà erogare la CIGO mentre, ove rientri nel FIS, potrà erogare l’assegno ordinario. Altrimenti sarà destinataria della CIG in deroga se rientrante tra i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti.


5) NORMALMENTE LE DOMANDE CIG DI QUALSIASI TIPO CHIEDONO, GIUSTAMENTE UN INIZIO MA ANCHE UNA FINE. IN QUESTO CASO COME SI PUÒ PREVEDERE UNA COSA SIMILE IN QUESTO CASO? SE SI PREVEDE MALE SI PUÒ EFFETTUARE UNA VARIAZIONE?
Deve essere effettuata una richiesta iniziale che potrà poi essere prorogata. Salvo diverse interpretazioni della prassi, possono anche essere effettuate più richieste per periodi frazionati rientranti tra il 23 febbraio e il 31 agosto 2020.


6) PER UN’AZIENDA DEL SETTORE COMMERCIO CON PIÙ DI 50 DIPENDENTI (CIRCA 350) DISLOCATI SU PIÙ REGIONI (MARCHE, ABRUZZO, EMILIA ROMAGNA, UMBRIA E MOLISE) CHE NON VERSA IL FIS MA IL CONTRIBUTO CIGS QUALE AMMORTIZZATORE DEVE ESSER ATTIVATO?
Rispetto al tenore normativo sembrerebbe che un’azienda del genere fosse esclusa da tutte le tutele. Essa non sarebbe infatti priva in assoluto di tutele, come prevede invece la norma, avendo diritto alla CIGS. Si rende quindi necessari un chiarimento o una modifica normativa. Una risposta favorevole, volta ad interpretare la volontà del legislatore, potrebbe essere tuttavia intercettata dalla lettura della Relazione Tecnica all’art. 22 del D.L. n. 18/2020 secondo la quale la Cassa integrazione in deroga sarebbe assicurata per “i lavoratori dipendenti non agricoli e agricoli (OTD) non assicurati per CIGO e non tutelati da Fondi di solidarietà categoriali”. In questa logica vi rientrerebbero anche i datori di lavoro rientranti nel solo campo della CIGS. Per altro verso, un primo conforto per l’applicabilità della CIG in deroga ai datori di lavoro soggetti alla CIGS è tratto dal messaggio Inps n. 1287/2020 e confermato dalla circ. n. 47/2020.


7) COME PROCEDERE CON I LICENZIAMENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DEL 23 FEBBRAIO 2020 DEI DIPENDENTI DELLE AZIENDE EDILI A SEGUITO DI FINE LAVORI NEI CANTIERI?
Se i licenziamenti sono “successivi al 23 febbraio 2020” ma perfezionati prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 18/2020 (17 marzo 2020), sono efficaci e non incorrono nella sospensione disposta dall’art. 46 del “Cura Italia”. In caso contrario sarebbero impediti dal divieto della loro disposizione ai sensi dell’art. 3 della L. n. 604/66, cui fa riferimento la norma in esame. Questa seconda eventualità costituisce l’esempio più eclatante dei dubbi di costituzionalità sollevati rispetto alla formulazione, fin troppo ampia, dell’art. 46 del D.L. n. 18/2020. Ove disposti i licenziamenti sarebbero nulli perché contrari alla legge. Legge che però nell’eventuale contenzioso, dovrebbe confrontarsi con il vaglio della Corte costituzionale, nell’ambito del necessario compendio tra gli artt. 41 e 32 Cost. alla luce dell’art. 2 della stessa Costituzione.


8) QUANDO DEVONO ESSERE PAGATI I MODELLI F24 IN SCADENZA AL 16 MARZO 2020?
Con riguardo ai versamenti tributari e previdenziali il decreto “Cura Italia” agli artt. 60, 61 e 62 introduce diverse disposizioni. L’art. 60 del predetto decreto ha previsto la rimessione in termini per i versamenti effettuati da tutti i contribuenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo 2020. Tali versamenti possono essere effettuati entro il 20 marzo 2020. L’art. 61, al fine di sostenere i settori più colpiti dall’emergenza epidemiologica estende le sospensioni di cui all’art. 8, c. 1, D.L. 2 marzo 2020, n. 9 ai soggetti elencati al comma 2 del medesimo articolo 61. L’Agenzia delle Entrate con le risoluzioni del 18 marzo 2020, n. 12 e del 21 marzo 2020, n. 14 ha indicato i codici ATECO riferibili alle attività economiche individuate dal predetto articolo 8, c. 1, D.L. n. 9/2020 e dall’art. 61, c. 2, lettere da a) a r) del decreto “Cura Italia”.
Le predette sospensioni, che vanno dal 2 marzo 2020 al 30 aprile 2020, riguardano i termini relativi a:
a) i versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e 24 del d.P.R. n. 600/1973 che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
b) gli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.
I versamenti sospesi devono essere effettuati in unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o fino a 5 rate mensili di pari importo a decorrere da maggio 2020 senza applicazione di sanzioni e interessi.
L’articolo 62, c. 2 prevede una sospensione dei versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020, per i soggetti con i seguenti tre requisiti:
– esercenti attività d’impresa, arte o professione;
– con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato;
– con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge “Cura Italia” (17 marzo 2020).
Le sospensioni dei versamenti riguardano:
a) le ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del d.P.R. n. 600/73 e alle trattenute relative all’addizionali, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;


b) IVA;


c) contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o fino a 5 rate mensili di pari importo a decorrere da maggio 2020 senza applicazione di sanzioni e interessi.
Infine, con riferimento alla sospensione di adempimenti e versamenti relativi anche alla quota contributi a carico del lavoratore trattenuta dal sostituto d’imposta, si segnala l’interpretazione fornita da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con approfondimento del 20 marzo 2020 confermata dall’Inps con il comunicato stampa del 21 marzo 2020 e con il successivo messaggio n. 1373/20.


9) ALCUNI COLLEGHI HANNO PRATICANTI IN SMART WORKING. È CONSENTITO?
Il regolamento sul tirocinio obbligatorio per l’accesso alla professione di Consulente del Lavoro è stato approvato dal Consiglio Nazionale con Delibera n. 327 del 23 ottobre 2014, con parere favorevole del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 3 ottobre 2014, previa intesa con il Ministero della Giustizia. All’art. 2 del citato regolamento sono stabilite la modalità di svolgimento, ma nulla è precisato in merito allo smart working. Pertanto, in ragione di tale motivazione e dell’emergenza sanitaria da Covid- 19, si ritiene necessaria una specifica disposizione del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.


10) ABBIAMO ACQUISITO UN’AZIENDA CHE HA IN CORSO UNO STAGE CON UNA RAGAZZA CHE ERA STATO ATTIVATO DALLA FONDAZIONE CONSULENTI PER IL LAVORO, ORA DOBBIAMO CESSARE LO STAGE E NOI NON SIAMO ABILITATI A FARE QUESTA PRATICA. COME DOBBIAMO MUOVERCI? LA DATA DI CESSAZIONE È IL 17/03/2020.
Il Consulente del Lavoro delegato della Fondazione Consulenti per il Lavoro, di seguito delegato, ha facoltà di attivare tirocini extracurriculari, come quello oggetto del quesito, presentando una domanda, attraverso apposita procedura informatica FLLab, per tutte le Regioni in cui la Fondazione Lavoro può promuovere i tirocini extracurriculari, attraverso il Sistema informativo della Fondazione Lavoro stessa.
Tra i vari compiti del delegato, oltre a quello di avvio, rientrano anche quelli di gestione e monitoraggio del tirocinio. A tal proposito è bene rammentare che il delegato che attiva il tirocinio riveste il ruolo di tutor del soggetto promotore, ovvero designa un collaboratore/dipendete dello studio o altro Consulente del Lavoro e si impegna ad osservare il Regolamento e gli indirizzi adottati dalla Fondazione. All’avvio del tirocinio, il Delegato è tenuto a svolgere le attività di tutoraggio, deve monitorare l’andamento del percorso e comunicare eventuali variazioni, sospensioni e richieste di proroga secondo le procedure adottate.
Ne discende, dunque, che tra i vari compiti del delegato vi sia quello di comunicare alla Fondazione la conclusione del tirocinio. Si consiglia pertanto di effettuare la comunicazione obbligatoria di cessazione e di comunicare al delegato l’avvenuta conclusione del tirocinio. Sarà infatti suo onere, depositare i documenti richiesti, sul portale FLLab, dalla Fondazione Consulenti per il Lavoro.
Qualora non fosse possibile contattare il delegato, si consiglia di rivolgersi direttamente alla Fondazione Consulenti per il Lavoro.