Primi chiarimenti sulle ritenute fiscali negli appalti


Forniti i primi chiarimenti sulle misure introdotte per contrastare l9illecita somministrazione di manodopera negli appalti, riguardante l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali (Agenzia entrate – circolare n. 1/2020).

Dal 1° gennaio 2020 è in vigore la nuova disciplina volta a contrastare l’omesso o insufficiente versamento, anche mediante l’indebita compensazione, di ritenute negli appalti e subappalti, nonché l’utilizzo della compensazione per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi obbligatori.
La disciplina normativa in questione impone ai sostituti d’imposta residenti che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a € 200.000 a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, di richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.
Al fine di consentire al committente il riscontro dell’ammontare complessivo degli importi versati dalle imprese, entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento (il giorno 21 del mese), l’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici devono trasmettere al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all’impresa appaltatrice copia delle deleghe di pagamento e un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con il dettaglio:
– delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato;
– dell’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
– delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.


Ambito soggettivo


A fronte dei lavori commissionati in appalto, sono tenuti a richiedere copia delle deleghe di pagamento delle ritenute versate ai lavoratori impiegati nei lavori:
– le Società di capitali e gli enti soggetti a Ires residenti nel territorio dello Stato che esercitano imprese commerciali o imprese agricole;
– le Società di persone e le associazioni soggette a Irpef residenti nel territorio dello Stato che esercitano imprese commerciali o imprese agricole;
– persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che esercitano imprese commerciali o imprese agricole;
– persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che esercitano arti e professioni;
– curatore fallimentare e commissario liquidatore residenti nel territorio dello Stato.


Sono invece esclusi dalle disposizioni di cui all’art. 17-bis:
– i soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia;
– i soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia affidatari delle opere o dei servizi, in quanto non rivestono la qualifica di sostituti d’imposta;
– i soggetti residenti che non esercitano attività d’impresa o non esercitano imprese agricole o non esercitano arti o professioni;
– i condomìni, in quanto non detengono in qualunque forma beni strumentali e non possono esercitare alcuna attività d’impresa o agricola o attività professionale;
– gli enti non commerciali (enti pubblici, associazioni, trust ecc.) limitatamente all’attività istituzionale di natura non commerciale svolta.


Ambito oggettivo


I nuovi adempimenti trovano applicazione al ricorrere dei seguenti presupposti:
– affidamento a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, del compimento di un’opera o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore ad euro 200.000;
– i contratti devono essere caratterizzati da  prevalente utilizzo di manodopera, prestazione svolta presso le sedi di attività del committente e utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili in qualunque forma.


Le nuove disposizioni non trovano applicazione qualora le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici comunicano al committente, allegando la certificazione rilasciata dall’Agenzia delle entrate, la sussistenza dei seguenti requisiti nell’ultimo giorno del mese precedente a quello di scadenza del pagamento delle ritenute:
– risultino in attività da almeno tre anni;
– siano in regola con gli obblighi dichiarativi;
– hanno eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime.


La certificazione è messa a disposizione dell’impresa o di un suo delegato, a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese, da parte di un qualunque ufficio territoriale della Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente in base al domicilio fiscale dell’impresa. Per i grandi contribuenti il certificato è messo a disposizione presso le Direzioni regionali.
Il certificato ha una durata di quattro mesi dalla data del rilascio, superati i quali le predette imprese devono acquisire un nuovo certificato.


Obblighi


I committenti, gli appaltatori, i subappaltatori, gli affidatari e i soggetti degli altri rapporti negoziali sono soggetti a tre differenti obblighi, in relazione ai redditi di lavoro dipendente e assimilati da erogarsi successivamente.


Divieto di compensazione


Le imprese appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici sono obbligate al versamento delle ritenute, da essi trattenute ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio, con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione.
Il suddetto divieto non trova però applicazione nei confronti dei sostituti d’imposta. Infatti, i sostituti interessati dall’applicazione del divieto, maturano correntemente crediti che possono utilizzare in compensazione tramite modello F24 ai soli fini del pagamento delle ritenute operate a carico dei percipienti.
Non sono, invece, ammesse eccezioni per gli altri crediti maturati dalle imprese utilizzabili in compensazione tramite modello F24, quali, a titolo esemplificativo, i crediti tributari (IVA, imposte dirette), i crediti derivanti da agevolazioni e i crediti maturati per contributi e premi assicurativi obbligatori.
Tali crediti, in nessun caso, potranno essere utilizzati ai fini del pagamento delle ritenute, ma dovranno essere compensati con altri debiti tributari e contributivi dell’impresa.


Invio dati da parte degli affidatari e controlli da parte del committente


Le imprese appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici sono obbligate a rilasciare al committente copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, da essi trattenute ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.
Il termine ultimo per il predetto adempimento è fissato in cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute. Qualora il pagamento delle retribuzioni sia effettuato il mese successivo alla prestazione dell’opera, il predetto termine scadrà ordinariamente il secondo mese successivo a quello di riferimento della busta paga.
Le imprese subappaltatrici sono tenute a inviare copia delle suddette deleghe sia al committente originario sia all’impresa appaltatrice.
Inoltre, le imprese appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici devono inviare al committente:
– un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente;
– il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato;
– l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
– il dettaglio delle ritenute fiscali operate nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.


Sospensione dei pagamenti da parte del committente


Il committente è tenuto a sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria, qualora entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento (giorno 21 del mese):
– sia maturato il diritto a ricevere corrispettivi dall’impresa appaltatrice o affidataria e questa o le imprese subappaltatrici non abbiano ottemperato all’obbligo di trasmettere al committente le deleghe di pagamento e le informazioni relative ai lavoratori impiegati;
– risulti l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa.


La sospensione del pagamento è effettuata finché perdura l’inadempimento riscontrato dal committente e sino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio, ovvero per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa.
Nell’ipotesi di ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa, il committente deve trattenere il minore tra i due menzionati ammontari, mentre nell’ipotesi in cui non gli sia stata trasmessa la documentazione deve trattenere il 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio.
In entrambi i casi, entro novanta giorni dall’avvenuto riscontro dell’inadempimento, il committente deve darne comunicazione all’ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente nei suoi confronti.


Sanzioni


Qualora l’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice abbia commesso violazioni, ivi compresa la violazione del divieto di compensazione, il committente è tenuto al versamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice per la non corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute, nonché per il tardivo versamento delle stesse, senza possibilità di compensazione.
Fino al 30 aprile 2020, se l’appaltatore abbia correttamente determinato ed effettuato i versamenti delle ritenute fiscali, senza utilizzare per ciascun committente distinte deleghe, al committente non sarà contestata la violazione.